Valentina di Camillo

Quarantunenne, abruzzese, ama il giallo un po’ meno l’ordine, i numeri dispari, odia la simmetria e non distingue la destra dalla sinistra. Testarda, Scorpione e juventina. Dopo il liceo, scegli gli studi di Chimica e Tecnologia Farmaceutica all’Università d’Annunzio di Chieti con un’esperienza di scambio presso l’Università Complutense di Farmacia di Madrid. Arriva la laurea nel 2004 con una tesi nel Dipartimento di Scienze del Farmaco della D’Annunzio e subito dopo il conseguimento dell’abilitazione alla professione di farmacista dopo l’esame di Stato. Contestualmente agli studi liceali ed universitari, frequenta il Conservatorio di Musica “Luisa D’Annunzio” di Pescara, e a 21 anni consegue il diploma di Pianoforte Principale.

L’obiettivo fino a quel momento è diventare ricercatrice per l’industria farmaceutica. Pane, scienza, matematica e musica classica riempiono le sue giornate di ventenne impacciata e introversa. Al via con i colloqui, uno dopo l’altro. Un sì arriva da un’azienda farmaceutica francese.  Ma il suo sorriso all’improvviso e un timido “grazie ma non posso” al direttore delle Risorse Umane bastano a rimettere tutto in discussione. Solo in quel momento realizza che il cammino da seguire è un altro: dopo anni nei laboratori all’Università tra provette, colture di agar agar e camici bianchi, il mestiere di famiglia bussa alla porta.

Ricomincia gli studi di Enologia e Viticoltura presso la facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Teramo e nel 2007 si laurea con una tesi sulla condizione socio-economica delle aziende vitivinicole abruzzesi (dopo aver girovagato per mesi in lungo e largo l’Abruzzo del vino). Una giovane enologa piena di dubbi e domande in mezzo ad un mondo del vino pieno di uomini sicuri, diffidenti e impenetrabili.

Da più di dieci anni ormai vive a tempo pieno in Abruzzo l’azienda di famiglia Tenuta i Fauri, si occupa della commercializzazione, dell’accoglienza, del marketing e della comunicazione. Socia ed ex delegata per l’Abruzzo dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, socia ONAV, ex consigliere nel Consiglio d’Amministrazione del Consorzio di Tutela dei Vini d’Abruzzo.

Come usare le wine App per aumentare le vendite e le quote di mercato

Le app del vino hanno subito alcune modifiche da quando sono entrate in scena. Per le cantine è fondamentale ottimizzare le opportunità che le wine app possono offrire. Aiutare i consumatori a scegliere il vino giusto per loro, raccogliere dati importanti e abbreviare il ciclo di vendita sono solo alcuni esempi dei vantaggi offerti dalle app. Quali app sono ancora rilevanti? Quali avranno un impatto? E come possono le aziende vinicole utilizzarle per stare al passo con le tendenze e aumentare le vendite? Amy Gross, CEO di VineSleuth, condividerà una panoramica del paesaggio delle wine app fornirà un’analisi approfondita delle app da tenere sotto controllo. Suggerirà strategie pratiche per lavorare con le wine app (sia direttamente che indirettamente), analizzare i dati che condividono, e far crescere il proprio business e la propria impronta digitale.