Sara Braca

Sara Braca è un’appassionata esperta di marketing internazionale di base in Toscana. Ha oltre 13 anni di esperienza alla guida della crescita di marchi globali come Kraft Heinz, Danone e PepsiCo. Ama immergersi profondamente nei cuori e nelle menti dei consumatori e combinare il digitale con approcci di marketing più tradizionali. Cerca ogni opportunità per motivare i team, creare marchi culturalmente rilevanti e imparare dai colleghi del settore. Più recentemente, ha guidato il portfolio statunitense Hummus e Guacamole per Sabra, una divisione della PepsiCo.

Sara ha iniziato la sua carriera nella finanza presso JPMorgan e prova ancora un grande affetto vero Excel e la gestione dei budget. Un forte desiderio di equilibrio tra fogli di calcolo e la sua visione creativa l’ha spinta a intraprendere una carriera nel marketing dopo la laurea alla Wharton School. È molto entusiasta di portare la sua passione, la profonda conoscenza dei consumatori e la sua esperienza di marketing nel mondo del vino.

Al di fuori del lavoro, Sara è un’italofila e un’appassionata sostenitrice dei viaggi e del loro potere di trasformare le persone. Quando non lavora o viaggia, probabilmente sta praticando yoga o passando del tempo con il suo gatto tuxedo (ma non in contemporanea).

La sfida alla democratizzazione del vino: come rendere più accesibile e inclusivo il settore vino

L’industria vinicola soffre. Esiste una percezione di «barriera all’ingresso» che per anni è rimasta incontrollata. Ma ora stiamo perdendo una generazione di giovani consumatori di vino, che non possono permettersi i vini della generazione dei loro genitori e che sono intolleranti a qualsiasi concetto di elitarismo/snobismo, favorendo la categoria Ready to Drink. Si tratta di una generazione che valorizza l’autenticità, la salute, la sostenibilità, la diversità, l’uguaglianza e l’inclusione. In altre parole, una generazione che porterà cambiamento come abbiamo visto con Shawn Carter, alias Jayz, il quale, quando si è trovato di fronte a una scelta, ha puntato il dito contro il razzismo, ha preso i suoi fan e ha costruito il suo marchio, cioè «Non ho bisogno di te, tu hai bisogno di me. » La risposta è l’imballaggio alternativo. «I consumatori di età compresa tra i 21 e i 34 anni rappresentano solo il 15% degli acquirenti di vino imbottigliato, ma il 26% degli acquirenti di vino in scatola e il 29% degli acquirenti di vino spumante in scatola». Sfruttando nuovi formati che possono: contribuire a ridurre la «barriera all’ingresso», migliorare l’ambiente e inserirsi nel loro stile di vita attivo, il packaging alternativo può fornire nuovi flussi di reddito per l’industria. Archer Roose ha deciso di democratizzare il vino di alta qualità, offrendo ai consumatori un calice migliore, fatto consapevolmente, in un formato adatto al loro stile di vita e liberandolo da “occasioni speciali” per poterlo degustare ad un prezzo accessibile – tutti i giorni.