Marina Montedoro

Laureata con lode alla Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Padova, nel 2002 ottiene l’abilitazione alla professione di Dottore Agronomo e nel 2005 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Economia e Politica agroalimentare all’Università di Padova. Inizia a lavorare nel 2005 in Confcooperative Veneto, dove diventa responsabile regionale di Fedagri Veneto.

Nel 2008 si trasferisce a Roma dove viene nominata Direttore dell’ufficio “Ricerca e Sperimentazione” del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ed inizia ad occuparsi anche di ricerca ed innovazione a livello nazionale ed internazionale.

Nel 2014 viene nominata Direttore dell’Istituto Spallanzani, Ente nazionale di ricerca con sede in Lombardia che si occupa di riproduzione, selezione e miglioramento genetico degli animali da reddito, che tutt’ora guida.

Nel 2018 viene nominata Amministratore Unico di Technologies srl, società che si occupa di servizi per l’agricoltura e la zootecnia. Nel 2019 viene nominata Direttore di Coldiretti Lombardia. A gennaio 2020 viene nominata Presidente della neo-costituita Associazione per il Patrimonio delle Colline UNESCO del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Dal 2008 ad oggi ha ricoperto important ruoli in rappresentanza dell’Italia in numerosi comitati internazionali tra cui: vice-presidente della JPI FACCE, l’iniziativa di programmazione congiunta della Commissione Europea su Agriculture, Food Security e Climate Change; rappresentante italiano nel CDA della Global Research Alliance, l’Alleanza internazionale sulle emissioni di gas serra che vede cooperare 40 Paesi a livello mondiale con l’obiettivo di elaborare delle strategie di riduzione delle emissioni a carico delle pratiche agricole.

Enoturismo tra sostenibilità e innovazione

Il mercato dell’enoturismo è in continua evoluzione, i turisti si fanno sempre più esigenti e richiedono prodotti, servizi ed esperienze capaci di soddisfarne le esigenze. Tutti gli attori in gioco – destinazioni, associazioni di settore, operatori della filiera – sono chiamati a dare una risposta adeguata puntando su innovazione e sostenibilità. Innovare significa creare nuove connessioni: con il paesaggio rurale, enfatizzando l’identità, i valori, le tradizioni, i legami con gli aspetti della vita sociale ed economica di questi luoghi; con la cultura, creando nuovi abbinamenti con la storia, l’arte, il design, la musica e arricchendo così di significati l’esperienza del turista; con il benessere, attraverso esperienze outdoor (tour in bicicletta, e-bike, mountain bike, trekking del vino e del gusto) e attività di rilassamento e immersione nella natura; infine, con il digitale, sfruttando le nuove tecnologie (metaverso, realtà aumentata) per creare un’esperienza neverending ed immersiva. Il futuro dell’enoturismo passa anche dalla sostenibilità, ambientale e soprattutto sociale. Il forte orientamento in ambito produttivo può e deve sempre più trasformarsi in contenuti da presentare nelle proposte, arricchendo così l’esperienza vissuta dal turista.