Giovanni Bertani

Giovanni Bertani della Tenuta Santa Maria alla Pieve, vicino alla storica città di Verona, è l’erede di una grande tradizione vitivinicola del Veneto, dove il suo nome di famiglia è sinonimo di molti dei vini più pregiati e apprezzati della regione.  Capo stratega incaricato di plasmare una nuova visione per il futuro della sua famiglia e della sua realizzazione, Bertani diventa l’ultimo di una lunga serie di pionieri dell’enologia, con un’eredità vinicola documentata che risale a oltre 400 anni fa. Con la sua padronanza dell’inglese, l’abbraccio della tecnologia moderna, delle comunicazioni e delle arti, e un livello di comfort che abbraccia entrambe le sponde dell’Atlantico, il ruolo a lui affidato fa proprio al caso suo.

Il 2013 ha segnato la fine di un periodo critico di transizione per Bertani e la sua famiglia e l’inizio di una nuova ed entusiasmante era, con la nascita della nuova Agricola Gaetano Bertani e Figli. L’ultima e più ambiziosa, l’impresa nasce dalla divisione degli asset nata dalla cessione, nel 2012, del marchio di famiglia Cantine Bertani. «Aspettavamo questo momento da molto tempo!». Così Giovanni commenta l’azienda, intitolata al padre, il patriarca della famiglia Gaetano Bertani. «Mio padre, mio fratello ed io abbiamo la piena autonomia di produrre i nostri vini, dai nostri vigneti, nelle nostre cantine, lavorando con i nostri viticoltori scelti, nel modo che vogliamo, con una chiara e indivisa attenzione alla qualità, vini che rappresentano in ogni modo una fiera e autentica espressione del loro territorio». Oltre alla cantina e alla tenuta Tenuta Santa Maria, la nuova azienda comprende la settecentesca Villa Mosconi (già Villa Novara), la cantina e i vigneti di pregio adiacenti, oltre ad altri vigneti della Valpolicella veneta. Con un totale di 123 ettari di vigneto, Agricola Gaetano Bertani e Figli è una delle più grandi del Veneto. Nuovi orizzonti pionieristici fanno parte del DNA di Giovanni Bertani. Sono state avviate diverse nuove iniziative, tra cui una nuova gamma di vini destinata ad essere rilasciata entro i prossimi due anni. Villa Mosconi – fiore all’occhiello dell’originaria azienda Bertani – rappresenta un importante punto di riferimento personale per Giovanni Bertani. Grazie alla sua passione per le arti, sono già iniziati i lavori di restauro della proprietà, pensati per trasformarla in un’importante meta turistica per gli appassionati di vino e una calamita per le arti dello spettacolo.

Nonostante un ruolo apparentemente predestinato nell’azienda vinicola di famiglia, Giovanni Bertani ha deciso di mettersi alla prova fin dalla più tenera età. Giovanni ha trascorso molte vendemmie  lavorando al fianco del padre e imparando dal consulente enologo della Tenuta Santa Maria, l’eminente Franco Bernabei. I campi estivi a Lake George, NY, introdussero Giovanni negli Stati Uniti e contribuirono ad assicurare la sua padronanza dell’inglese. Alla laurea in comunicazione presso l’Università di Trieste hanno fatto seguito programmi sponsorizzati dall’UE presso la John Moore University di Liverpool e il Central Saint Martin’s College of Art and Design di Londra. Durante gli anni dell’università, le estati sono state dedicate a lavorare nella Tenuta Santa Maria con diverse funzioni, tra cui PR, assistenza per il nuovo packaging e design delle etichette. Terminati gli studi, Bertani trascorre i successivi 10 anni lavorando per due agenzie pubblicitarie italiane all’avanguardia, e-tree e H-Art, con clienti che vanno da Vodafone al Vaticano. Nel 2004, Giovanni torna in famiglia, per iniziare a lavorare con il padre e il fratello Guglielmo allo sviluppo dei vini della Tenuta Santa Maria.

Da sempre amante dell’aria aperta, dotato di notevole energia e di una mente vivace e irrequieta, Giovanni dedica il suo tempo libero a un eclettico ventaglio di interessi e attività, dallo snowboard back-country alle immersioni subacquee e in grotta, alla vela e alpinismo, alla fotografia commerciale per studi di design e architetti. Per il sollievo della sua famiglia, la licenza per pilotare piccoli aerei e’ appena scaduta. Nei momenti tranquilli, Giovanni predilige l’ascolto di Bob Dylan e di vari generi di musica contemporanea. Durante i mesi invernali gestisce il Ciné Club di Verona (con spettacoli ogni due settimane) e attualmente collabora alla progettazione di scenografie per un’opera contemporanea del compositore scozzese John De Simone.

Conoscere la diversità: un’ottica confusa a favore dell’inclusività

I principali media occidentali e l’industria enogastronomica fanno ancora fatica a comprendere che la visibilità non crea, da sola, un ambiente di diversità e inclusione (e che spesso è semplicemente un tokenismo). Il pensiero bianco predominante ancora non coglie bene la differenza tra apprezzamento e appropriazione culturale. Solo quando il mainstream accetta e dà spazio alle persone di colore per creare i loro percorsi al di fuori del «tradizionale» e assicura che i BIPOC (Black, Indigenous, & People of Color Movement) abbiano un ruolo decisionale riguardo alle storie da raccontare, al modo in cui vengono raccontate e a chi le racconta, la diversità e l’inclusione saranno ciò che dovrebbero essere. Questo porterà a una rappresentazione più vera della società, piuttosto che fornire un messaggio di marketing superficiale.