Alessio Planeta

Dopo aver completato i suoi studi in agricoltura, Alessio Planeta ha trascorso i migliori anni della sua gioventù studiando la storia e la viticoltura della Sicilia. È diventato una sorta di “wine-nerd”, al punto da trascorrere le sue cosiddette “vacanze” lavorando in Francia, Piemonte, California e Australia, invece di Ibiza e a Saint-Tropez. Guardandosi indietro, si sentiva spinto da un dubbio: com’era possibile che con una storia così antica, con una tale diversificazione di terroirs, straordinarie caratteristiche dei suoli ed un numero infinito di varietà locali, i vini siciliani non fossero ancora in vetta al mondo del vino? La domanda aveva bisogno di una risposta.

Così Alessio Planeta, con la sua numerosa famiglia, ha deciso di cominciare: il primo turno è stato quello dello Chardonnay. È andata così bene, che la Sicilia si è dimostrata seconda a nessuno. Così Alessio ha iniziato a sognare ancora più in grande: pianificare un viaggio enologico intorno all’isola. Oggi Francesca, Santi e Alessio Planeta gestiscono sei boutique wineries nei grandi territori del vino in Sicilia, per valorizzare il patrimonio e l’infinita biodiversità dei vigneti, ma non solo.

Ora gli obiettivi principali sono la ricerca e lo sviluppo delle varietà locali, parallelamente ai progetti turistici, ai progetti di cultura, arte e cucina, e la partecipazione alla nascita del primo programma regionale per lo sviluppo della sostenibilità in agricoltura.

La scienza ed i suoi pregiudizi: quali le conseguenze per la viticoltura?

Ci piace immaginare la scienza libera dalle discriminazioni, imparziale, neutra. In realtà, al pari di qualsiasi altra attività umana, non opera mai in un vuoto politico: anche la scienza ha i suoi pregiudizi. L’eugenetica nata nell’Ottocento, che postula l’esistenza di “razze superiori” e “razze inferiori” e che addirittura ispira la politica dell’eutanasia dei “meno adatti” promossa dal nazismo, ne è un esempio eloquente. Similmente, l’ostilità verso le viti americane non è frutto di risultanze scientifiche basate su prove oggettive, bensì di deduzioni a ritroso di un epoca nella quale il vino di queste viti era testimone di povertà e fame.

La sessione esplorerà il tema della comune origine delle specie americane e della vite europea, attualmente molto divisivo nella comunità scientifica. Riflettendo sugli elementi a sostegno delle principali posizioni a riguardo, il Prof. Scienza mostrerà come, dal punto di vista scientifico, l’ostracismo verso le viti create dall’incrocio tra specie americane e vite europea non solo non ha ragione di esistere, ma impedisce la risoluzione di importanti problemi legati alla produzione vinicola.